Sapienza degli antichi

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Testo latino a fronte

Il De sapientia veterum di Francesco Bacone (1561-1626) fu pubblicato per la prima volta a Londra alla fine del 1609, sotto il regno di Giacomo I Stuart. Scritto in latino, il testo presenta al lettore trentuno favole antiche o parabole, “sacre reliquie” di tempi migliori, che Bacone scelse aderendo alla consuetudine culturale della sua epoca di interpretare allegoricamente la mitologia antica. Fu questa la ragione del grande successo che arrise al De sapientia veterum lungo tutto il Seicento ma, probabilmente, anche del successivo oblio, che ne mortificò il valore filosofico relegandolo fra gli scritti letterari di Bacone. Soltanto il lavoro critico relativamente recente di Fulton H. Anderson e soprattutto di Paolo Rossi ha consentito di ristabilirne il significato speculativo e l’esatta collocazione nell’ambito delle opere del filosofo. Il De sapientia veterum, mentre ripropone i termini del disegno baconiano di riforma del sapere e riprende i contenuti di scritti coevi o immediatamente precedenti, attinge a un patrimonio di simboli, di miti e di storie che, dall’antichità pagana, attraverso il Medioevo, erano giunti fino al Rinascimento ed erano stati codificati in dizionari e manuali, come le Mythologiae (1551) di Natale Conti o le Imagini de i dei de gli antichi (1556 e 1571) di Vincenzo Cartari, ben noti a tutta la cultura inglese contemporanea a Bacone. La presente edizione è curata da Michele Marchetto che di Bacone ha già tradotto il Nuovo Organo (1620). Il suo saggio introduttivo presenta il contenuto del De sapientia veterum in relazione alla maturazione del pensiero baconiano e all’atmosfera culturale del tempo; la notizia biografica, le parole chiave, gli indici analitici e la bibliografia relativa al De sapientia veterum completano l’opera, arricchita in appendice da alcune pagine tratte dall’edizione del 1587 de Le imagini de i dei de gli antichi di Vincenzo Cartari e dalle corrispondenti tavole illustrate di Bolognino Zaltieri. Il testo latino a fronte riproduce l’edizione critica di riferimento a cura di J. Speddigg, R.L. Ellis e D.D. Heath, (1861).

Testo latino a fronte

Il De sapientia veterum di Francesco Bacone (1561-1626) fu pubblicato per la prima volta a Londra alla fine del 1609, sotto il regno di Giacomo I Stuart. Scritto in latino, il testo presenta al lettore trentuno favole antiche o parabole, “sacre reliquie” di tempi migliori, che Bacone scelse aderendo alla consuetudine culturale della sua epoca di interpretare allegoricamente la mitologia antica. Fu questa la ragione del grande successo che arrise al De sapientia veterum lungo tutto il Seicento ma, probabilmente, anche del successivo oblio, che ne mortificò il valore filosofico relegandolo fra gli scritti letterari di Bacone. Soltanto il lavoro critico relativamente recente di Fulton H. Anderson e soprattutto di Paolo Rossi ha consentito di ristabilirne il significato speculativo e l’esatta collocazione nell’ambito delle opere del filosofo. Il De sapientia veterum, mentre ripropone i termini del disegno baconiano di riforma del sapere e riprende i contenuti di scritti coevi o immediatamente precedenti, attinge a un patrimonio di simboli, di miti e di storie che, dall’antichità pagana, attraverso il Medioevo, erano giunti fino al Rinascimento ed erano stati codificati in dizionari e manuali, come le Mythologiae (1551) di Natale Conti o le Imagini de i dei de gli antichi (1556 e 1571) di Vincenzo Cartari, ben noti a tutta la cultura inglese contemporanea a Bacone. La presente edizione è curata da Michele Marchetto che di Bacone ha già tradotto il Nuovo Organo (1620). Il suo saggio introduttivo presenta il contenuto del De sapientia veterum in relazione alla maturazione del pensiero baconiano e all’atmosfera culturale del tempo; la notizia biografica, le parole chiave, gli indici analitici e la bibliografia relativa al De sapientia veterum completano l’opera, arricchita in appendice da alcune pagine tratte dall’edizione del 1587 de Le imagini de i dei de gli antichi di Vincenzo Cartari e dalle corrispondenti tavole illustrate di Bolognino Zaltieri. Il testo latino a fronte riproduce l’edizione critica di riferimento a cura di J. Speddigg, R.L. Ellis e D.D. Heath, (1861).

Commenti

Autore


  • Francesco Bacone

    Francis Bacon (1561-1626) è uno dei padri del metodo scientifico moderno, che ha difeso contro ogni pregiudizio. Tra le sue opere ricordiamo i Saggi (1597) e il Novum Organum (1620).


Caratteristiche


    • Marchio: Bompiani
    • Collana: TESTI A FRONTE
    • Prezzo: 13.00 €
    • Pagine: 320
    • Formato libro: 20 x 12
    • Tipologia: BROSSURA
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788845290718

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