Quadreria dei poeti passanti

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“CONSEGNARSI COME ALITO DI CONCERTI ALLA PIEGA DEL VENTO.
ALL’ORIZZONTE IL MARE SCHIUMA CON RABBIOSE
E INNAMORATE NINFE DI LUNA DANZANTI.
IL TUO CORPO DI LAVA RIFLETTE L’ECO DELLE DIVINITÀ.
CATTURARE IL PRIVILEGIO È LASCITO RITROVATO.
E I TUOI OCCHI OVUNQUE. LA VISIONE È PIÙ FORTE DEI LUOGHI
CON LE NOSTRE CAREZZE CHE HANNO IMPLICANZE AVVEDUTE.
MA SONO LE LABBRA A RICHIAMARCI, A DARCI CONTEZZA
DELLA PENA NASCOSTA. L’ESTENSIONE DEL CONFLITTO GENERA DIRITTI
CON CORAGGIO. ALLORA L’AURORA È UN GIARDINO RETROSTANTE.”

“In questo libro Angelo Scandurra esercita il mestiere dell’intelligenza. Vi si sentono gli eccitamenti della letteratura eterna. La sua prosa sta tra l’essere e il non essere tesa a catturare l’idea di bello e l’idea di pensiero insieme. Non per caso ma perché tale è il suo proposito. Vi sono tante idee di prosa in questa età di confusioni. Ma è l’idea della letteratura, il suo canone, a dargli le indicazioni che ci soddisfano. Sono queste, credo, che segue Scandurra. Ammaliato dalle regole in cui traduce le sue emozioni e dall’idea che le regge: la prosa come opera chiusa, infine. Mi sembra che egli insegua questa superba chimera. Emozione e significato si danno per quello che sono. Nascono esseri di letteratura. Ciascuno causa di se stesso. Destino che l’autore del Cimitero marino riconosceva a tutto ciò che riesce. In questo libro un mixtum tratta di Idee regolate da Idee. Una stregoneria. Ma non si tratta nemmeno di un “discours de prose” se questo, come lo definiva Valéry, è un discorso che messo in altri termini adempie lo stesso officio. Qui, invece, ogni parola tende all’insostituibile.”
Manlio Sgalambro

“CONSEGNARSI COME ALITO DI CONCERTI ALLA PIEGA DEL VENTO.
ALL’ORIZZONTE IL MARE SCHIUMA CON RABBIOSE
E INNAMORATE NINFE DI LUNA DANZANTI.
IL TUO CORPO DI LAVA RIFLETTE L’ECO DELLE DIVINITÀ.
CATTURARE IL PRIVILEGIO È LASCITO RITROVATO.
E I TUOI OCCHI OVUNQUE. LA VISIONE È PIÙ FORTE DEI LUOGHI
CON LE NOSTRE CAREZZE CHE HANNO IMPLICANZE AVVEDUTE.
MA SONO LE LABBRA A RICHIAMARCI, A DARCI CONTEZZA
DELLA PENA NASCOSTA. L’ESTENSIONE DEL CONFLITTO GENERA DIRITTI
CON CORAGGIO. ALLORA L’AURORA È UN GIARDINO RETROSTANTE.”

“In questo libro Angelo Scandurra esercita il mestiere dell’intelligenza. Vi si sentono gli eccitamenti della letteratura eterna. La sua prosa sta tra l’essere e il non essere tesa a catturare l’idea di bello e l’idea di pensiero insieme. Non per caso ma perché tale è il suo proposito. Vi sono tante idee di prosa in questa età di confusioni. Ma è l’idea della letteratura, il suo canone, a dargli le indicazioni che ci soddisfano. Sono queste, credo, che segue Scandurra. Ammaliato dalle regole in cui traduce le sue emozioni e dall’idea che le regge: la prosa come opera chiusa, infine. Mi sembra che egli insegua questa superba chimera. Emozione e significato si danno per quello che sono. Nascono esseri di letteratura. Ciascuno causa di se stesso. Destino che l’autore del Cimitero marino riconosceva a tutto ciò che riesce. In questo libro un mixtum tratta di Idee regolate da Idee. Una stregoneria. Ma non si tratta nemmeno di un “discours de prose” se questo, come lo definiva Valéry, è un discorso che messo in altri termini adempie lo stesso officio. Qui, invece, ogni parola tende all’insostituibile.”
Manlio Sgalambro

Commenti

Autore


  • Angelo Scandurra

    Angelo Scandurra (1948) vive a Valverde (CT). Promotore del “Gruppo Teatro Nuovo” e direttore della rivista “Il Girasole”, nel 1986 ha fondato “Il Girasole Edizioni”, che accoglie testi di [...]


Caratteristiche


    • Marchio: Bompiani
    • Collana: GRANDI TASCABILI
    • Prezzo: 7.50 €
    • Pagine: 80
    • Formato libro: 20 x 13
    • Tipologia: BROSSURA
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788845263286
    • ISBN E-book: 9788858700624

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