Pillole rosse. Matrix e la filosofia

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Matrix è il film hollywoodiano più ricco di spunti filosofici mai realizzato. Il suo successo planetario, specie tra le generazioni più giovani, ne ha fatto uno strumento formidabile per l’insegnamento della filosofia. E il primo a valorizzarne le virtù didattiche è stato lo studioso americano William Irwin, curatore di quest’opera a più voci rivolta non solo ai filosofi, ma innanzitutto agli studenti e al pubblico matrixiano non specialista.
Come spiega lo stesso Irwin: “Gli autori dei saggi di questo libro aiutano il lettore nel passaggio dalla cultura pop alla filosofia. Willie Sutton era una mente criminale, a suo modo un genio. Una volta gli chiesero: “Willie, perchè rapini le banche?”; lui rispose papale papale: “Perchè è lì che ci sono i soldi”. Perchè allora scrivere di un prodotto di cultura pop come Matrix? Perchè è lì che c’è la gente.”
I vari testi approfondiscono, con piglio divulgativo davvero esemplare, gli aspetti gnoseologici, metafisici, etico-religiosi e politici suggeriti dal primo episodio della trilogia di Matrix.
In Italia il rapporto tra il film dei fratelli Wachowski e la filosofia è già stato oggetto di un convegno nel dicembre 2003, a cui hanno partecipato, tra gli altri, pensatori quali Maurizio Ferraris, Giulio Giorello, Diego Marconi e Carlo Sini.

Il curatore dell’edizione italiana è Vincenzo Cicero, docente all’Università di Messina. Per Bompiani, tra gli altri, ha già curato: Hegel, Fenomenologia dello Spirito (2000); Heidegger, Holzwege. Sentieri erranti nella selva (2002); Hildebrand, Estetica (2006).
 

Matrix è il film hollywoodiano più ricco di spunti filosofici mai realizzato. Il suo successo planetario, specie tra le generazioni più giovani, ne ha fatto uno strumento formidabile per l’insegnamento della filosofia. E il primo a valorizzarne le virtù didattiche è stato lo studioso americano William Irwin, curatore di quest’opera a più voci rivolta non solo ai filosofi, ma innanzitutto agli studenti e al pubblico matrixiano non specialista.
Come spiega lo stesso Irwin: “Gli autori dei saggi di questo libro aiutano il lettore nel passaggio dalla cultura pop alla filosofia. Willie Sutton era una mente criminale, a suo modo un genio. Una volta gli chiesero: “Willie, perchè rapini le banche?”; lui rispose papale papale: “Perchè è lì che ci sono i soldi”. Perchè allora scrivere di un prodotto di cultura pop come Matrix? Perchè è lì che c’è la gente.”
I vari testi approfondiscono, con piglio divulgativo davvero esemplare, gli aspetti gnoseologici, metafisici, etico-religiosi e politici suggeriti dal primo episodio della trilogia di Matrix.
In Italia il rapporto tra il film dei fratelli Wachowski e la filosofia è già stato oggetto di un convegno nel dicembre 2003, a cui hanno partecipato, tra gli altri, pensatori quali Maurizio Ferraris, Giulio Giorello, Diego Marconi e Carlo Sini.

Il curatore dell’edizione italiana è Vincenzo Cicero, docente all’Università di Messina. Per Bompiani, tra gli altri, ha già curato: Hegel, Fenomenologia dello Spirito (2000); Heidegger, Holzwege. Sentieri erranti nella selva (2002); Hildebrand, Estetica (2006).
 

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Caratteristiche


    • Marchio: Bompiani
    • Collana: GRANDI TASCABILI
    • Prezzo: 9.50 €
    • Pagine: 400
    • Formato libro: 20 x 13
    • Tipologia: BROSSURA
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788845256868

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