La Stampa del regime

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1932-1943

Le veline del Minculpop per orientare l'informazione

"Veline" del Minculpop:

"Tutte le notizie vanno considerate con occhio politico e con sensibilità fascista e accuratamente vagliate prima della pubblicazione."
(23 luglio 1932)

"Dare con rilievo il comunicato che gli studenti ebrei non possono frequentare le scuole italiane."
(3 agosto 1938)

"Diminuire le notizie sul cattivo tempo."
(1 giugno 1939)

"Non riprendere notizie circa scioperi e agitazioni operaie all'estero anche se si verificano in campo nemico."
(8 marzo 1943)

"Non pubblicare fotografie di località e di edifici bombardati."
(3 luglio 1943)

Nell'Italia degli anni Trenta, si assiste a un vero e proprio annullamento dell'opinione pubblica democraticamente intesa e alla sua sostituzione con un processo dall'alto, rigorosamente organizzato, che stabilisce le informazioni da fornire ai lettori, le posizioni politiche e culturali che si vogliono imporre, le parole d'ordine che il regime intende diffondere di giorno in giorno ai sudditi del regno, e poi dell'impero, su tutti i problemi che attengono alla società italiana e ai suoi rapporti con il resto del mondo. Rispetto alle dittature tradizionali, il fascismo italiano dimostra così una certa modernità di approccio al problema del ruolo dei giornali, e in generale dei media, nella società contemporanea: un ruolo attivo, di costruzione del consenso popolare e non soltanto di repressione del dissenso e dell'opposizione. Leggendo gli "ordini alla stampa", le "veline" presenti in questa raccolta ? la più completa e sistematica mai pubblicata ? sarà possibile ricostruire gli obbiettivi principali che Mussolini e il gruppo dirigente fascista si posero rispetto alla stampa italiana: l'omissione delle contraddizioni e dei lati oscuri dell'Italia dopo l'avvento del fascismo, il silenzio sulla "questione meridionale" e il problema dell'analfabetismo, la costruzione del mito del "Duce" protagonista di una rivoluzione che ha sconfitto il grande pericolo rappresentato dai bolscevichi e dai loro alleati socialisti. L'immagine dell'Italia fascista che emerge dalle "veline" è quella di un paese che non esiste: interamente guadagnato alla causa fascista, percorso da un entusiasmo costante per Mussolini e le sue imprese, non turbato in nessun modo da problemi di delinquenza o di corruzione, pronto alla mobilitazione militare e alla guerra. Questo volume offre quindi al lettore una documentazione assai chiara e tale da costituire, anche a distanza di molti decenni, un monito a difendere la libertà di stampa e di informazione, in mancanza della quale è difficile, se non impossibile, tutelare in maniera concreta ed efficace lo Stato di diritto e la democrazia.

Nicola Tranfaglia

1932-1943

Le veline del Minculpop per orientare l'informazione

"Veline" del Minculpop:

"Tutte le notizie vanno considerate con occhio politico e con sensibilità fascista e accuratamente vagliate prima della pubblicazione."
(23 luglio 1932)

"Dare con rilievo il comunicato che gli studenti ebrei non possono frequentare le scuole italiane."
(3 agosto 1938)

"Diminuire le notizie sul cattivo tempo."
(1 giugno 1939)

"Non riprendere notizie circa scioperi e agitazioni operaie all'estero anche se si verificano in campo nemico."
(8 marzo 1943)

"Non pubblicare fotografie di località e di edifici bombardati."
(3 luglio 1943)

Nell'Italia degli anni Trenta, si assiste a un vero e proprio annullamento dell'opinione pubblica democraticamente intesa e alla sua sostituzione con un processo dall'alto, rigorosamente organizzato, che stabilisce le informazioni da fornire ai lettori, le posizioni politiche e culturali che si vogliono imporre, le parole d'ordine che il regime intende diffondere di giorno in giorno ai sudditi del regno, e poi dell'impero, su tutti i problemi che attengono alla società italiana e ai suoi rapporti con il resto del mondo. Rispetto alle dittature tradizionali, il fascismo italiano dimostra così una certa modernità di approccio al problema del ruolo dei giornali, e in generale dei media, nella società contemporanea: un ruolo attivo, di costruzione del consenso popolare e non soltanto di repressione del dissenso e dell'opposizione. Leggendo gli "ordini alla stampa", le "veline" presenti in questa raccolta ? la più completa e sistematica mai pubblicata ? sarà possibile ricostruire gli obbiettivi principali che Mussolini e il gruppo dirigente fascista si posero rispetto alla stampa italiana: l'omissione delle contraddizioni e dei lati oscuri dell'Italia dopo l'avvento del fascismo, il silenzio sulla "questione meridionale" e il problema dell'analfabetismo, la costruzione del mito del "Duce" protagonista di una rivoluzione che ha sconfitto il grande pericolo rappresentato dai bolscevichi e dai loro alleati socialisti. L'immagine dell'Italia fascista che emerge dalle "veline" è quella di un paese che non esiste: interamente guadagnato alla causa fascista, percorso da un entusiasmo costante per Mussolini e le sue imprese, non turbato in nessun modo da problemi di delinquenza o di corruzione, pronto alla mobilitazione militare e alla guerra. Questo volume offre quindi al lettore una documentazione assai chiara e tale da costituire, anche a distanza di molti decenni, un monito a difendere la libertà di stampa e di informazione, in mancanza della quale è difficile, se non impossibile, tutelare in maniera concreta ed efficace lo Stato di diritto e la democrazia.

Nicola Tranfaglia

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Autore


  • Nicola Tranfaglia

    Nicola Tranfaglia, nato a Napoli, insegna dal 1970 Storia dell'Europa e Storia del giornalismo nella facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino ed è direttore del master in giornalism [...]


Caratteristiche


    • Marchio: Bompiani
    • Collana: SAGGI
    • Prezzo: 24.00 €
    • Pagine: 464
    • Formato libro: 24 x 15
    • Tipologia: CARTONATO
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788845233890

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