Grandi storie della fantascienza 15 (nuova ed.) (Le)

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“Nel 1953 sorge il bisogno di una narrativa
che, nel prendere in apparenza le distanze
dalla realtà, raffiguri quest’ultima
senza lasciarsi contaminare dalle sue
tragedie e capace di lanciare sul presente
uno sguardo ironico. La fantascienza,
in turbinosa crescita nella letteratura
popolare, è il veicolo ideale.”
Valerio Evangelisti

 

 

Gli anni cinquanta, per la fantascienza, sono tra i più ricchi della sua storia. Sarà forse perché è un genere che si alimenta di contraddizioni e di conflitti. Nell’anno 1953, cui è dedicato questo quindicesimo volume della mastodontica antologia di Isaac Asimov, gli scontri non mancano. Il ricordo della Seconda guerra mondiale non si è sopito, il duello USA-URSS è già entrato nella sua fase più acuta, negli Stati Uniti – terminata la guerra di Corea – il maccartismo si sta già preparando a fare strage di talenti. Esiste il palpabile bisogno di una narrativa che, nel prendere in apparenza le distanze dalla realtà, raffiguri quest’ultima senza lasciarsi contaminare dalle sue tragedie e capace di lanciare sul presente uno sguardo ironico, distaccato, profondamente critico. La fantascienza, in turbinosa crescita nell’ambito della letteratura popolare, è il veicolo ideale. Ecco che Asimov può scegliere tra una messe di racconti pieni di sorprese e di soluzioni ingegnose, eppure quasi mai ottimisti, perché troppo controverso è il contesto che li ha generati. I sardonici Sheckley e Tenn, i poetici Leiber e Sturgeon, i corrosivi Knight, Dick e Bester sono qui presenti con alcuni dei loro racconti migliori. Ristampati per decenni, trasmessi di generazione in generazione, come merita ogni espressione di intelligenza vera.

“Nel 1953 sorge il bisogno di una narrativa
che, nel prendere in apparenza le distanze
dalla realtà, raffiguri quest’ultima
senza lasciarsi contaminare dalle sue
tragedie e capace di lanciare sul presente
uno sguardo ironico. La fantascienza,
in turbinosa crescita nella letteratura
popolare, è il veicolo ideale.”
Valerio Evangelisti

 

 

Gli anni cinquanta, per la fantascienza, sono tra i più ricchi della sua storia. Sarà forse perché è un genere che si alimenta di contraddizioni e di conflitti. Nell’anno 1953, cui è dedicato questo quindicesimo volume della mastodontica antologia di Isaac Asimov, gli scontri non mancano. Il ricordo della Seconda guerra mondiale non si è sopito, il duello USA-URSS è già entrato nella sua fase più acuta, negli Stati Uniti – terminata la guerra di Corea – il maccartismo si sta già preparando a fare strage di talenti. Esiste il palpabile bisogno di una narrativa che, nel prendere in apparenza le distanze dalla realtà, raffiguri quest’ultima senza lasciarsi contaminare dalle sue tragedie e capace di lanciare sul presente uno sguardo ironico, distaccato, profondamente critico. La fantascienza, in turbinosa crescita nell’ambito della letteratura popolare, è il veicolo ideale. Ecco che Asimov può scegliere tra una messe di racconti pieni di sorprese e di soluzioni ingegnose, eppure quasi mai ottimisti, perché troppo controverso è il contesto che li ha generati. I sardonici Sheckley e Tenn, i poetici Leiber e Sturgeon, i corrosivi Knight, Dick e Bester sono qui presenti con alcuni dei loro racconti migliori. Ristampati per decenni, trasmessi di generazione in generazione, come merita ogni espressione di intelligenza vera.

Commenti

Autore


  • Isaac Asimov

    (Petrovicvi 1920-New York 1992), è stato biochimico, scrittore e divulgatore scientifico. Le sue opere sono considerate una pietra miliare nel campo della fantascienza. Straordinariamente prolific [...]


Caratteristiche


    • Marchio: Bompiani
    • Collana: GRANDI TASCABILI
    • Prezzo: 13.50 €
    • Pagine: 352
    • Formato libro: 20 x 13
    • Tipologia: BROSSURA
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788845265044

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