Doppio Sguardo

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Il rapporto tra cinema e arti visive è stato sovente interpretato come un educato scambio di cortesie – o in termini di citazione reciproca, oppure come un confronto fra dispositivi differenti. Ma, se si osserva che il vero partner storico del cinema non è tanto l’“arte” come tale, con la sua vicenda millenaria, ma la più o meno coeva “arte contemporanea” (la Biennale di Venezia è nata nel 1895, lo stesso anno dell’invenzione del cinematografo!) – allora si capisce che le cose stanno diversamente. In realtà, il rapporto fra cinema e arte è una vera relazione di odio-amore, una autentica dialettica che comprende momenti di rivalità, di passione, di rapimento, coronati, talvolta, da un riscatto finale. Se all’inizio era il cinema che cercava di sottrarre all’arte il primato estetico, ricreandone filmicamente le atmosfere e le immagini, a un certo punto è avvenuto il contrario, e il cinema è divenuto il “repertorio visivo” dell’arte contemporanea. La novità è che oggi entrambe queste “figure”, pur conservando la loro rispettiva autonomia, si rispecchiano l’una nell’altra in una nuova dimensione riflessiva della cultura. Ed è con questa dimensione che tutti – appassionati cinefili o fruitori d’arte, o anche semplici spettatori – siamo chiamati a misurarci.

Il rapporto tra cinema e arti visive è stato sovente interpretato come un educato scambio di cortesie – o in termini di citazione reciproca, oppure come un confronto fra dispositivi differenti. Ma, se si osserva che il vero partner storico del cinema non è tanto l’“arte” come tale, con la sua vicenda millenaria, ma la più o meno coeva “arte contemporanea” (la Biennale di Venezia è nata nel 1895, lo stesso anno dell’invenzione del cinematografo!) – allora si capisce che le cose stanno diversamente. In realtà, il rapporto fra cinema e arte è una vera relazione di odio-amore, una autentica dialettica che comprende momenti di rivalità, di passione, di rapimento, coronati, talvolta, da un riscatto finale. Se all’inizio era il cinema che cercava di sottrarre all’arte il primato estetico, ricreandone filmicamente le atmosfere e le immagini, a un certo punto è avvenuto il contrario, e il cinema è divenuto il “repertorio visivo” dell’arte contemporanea. La novità è che oggi entrambe queste “figure”, pur conservando la loro rispettiva autonomia, si rispecchiano l’una nell’altra in una nuova dimensione riflessiva della cultura. Ed è con questa dimensione che tutti – appassionati cinefili o fruitori d’arte, o anche semplici spettatori – siamo chiamati a misurarci.

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Autore


  • Marco Senaldi

    Marco Senaldi (1960) insegna Cinema e Arti Visive all’Università di Milano Bicocca. Oltre ad aver curato mostre come Cover Theory - L’arte contemporanea come reinterpretazione, (catalogo Scheiwil [...]


Caratteristiche


    • Marchio: Bompiani
    • Collana: STUDI
    • Prezzo: 22.50 €
    • Pagine: 336
    • Formato libro: 22 x 14
    • Tipologia: BROSSURA
    • Data di uscita:
    • ISBN carta: 9788845260537
    • ISBN E-book: 9788858702109

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